a.a. 2025/26 – Advanced Topics in Nonlinear PDEs and Control Theory

corso per il Dottorato Consortile in Matematica, Università di Milano Bicocca – Pavia – Cattolica del Sacro Cuore – INdAM

Docenti:   Pierluigi Colli ed Elisabetta Rocca

Gennaio–Febbraio 2026

Prima parte (12 ore) tenuta da Pierluigi Colli

Seconda parte (12 ore) tenuta da Elisabetta Rocca




Argomenti lezioni della prima parte

08.01.2026 (2 ore)
Descrizione del progetto e degli obiettivi del corso.
Richiami a spazi di Sobolev su $\Omega$, terna di spazi $V, \, H, \, V'$, $H$ è sempre $L^2(\Omega)$ identificato col suo duale. Operatore ellittico $-\Delta$ con condizioni ai limiti di Neumann omogeneo, un problema ai limiti per questo operatore, formulazione debole e forte, risultato di regolarità ellittica che utilizzeremo nel corso.
Spazi di funzioni a valori vettoriali: misurabilità e integrabilità di queste funzioni definite tramite successioni di funzioni semplici misurabili, caratterizzazione degli elementi di $L^p(0,T;X) $, estensione del teorema di Lebesgue della convergenza dominata, spazi $W^{1,p} (0,T;X) $ definiti tramite derivata debole, qualche proprietà di riflessività, separabilità, duali per questi spazi. Lo spazio $L^2(0;T; H)$ si identifica con $L^2(\Omega \times (0,T) )$.
Funzioni convesse proprie s.c.i. in uno spazio di Hilbert: definizioni, proprietà di epigrafo, minorate da funzioni affini, diversi esempi tra cui funzione indicatrice di convesso chiuso e integrando convesso. Funzione coniugata e proprietà, in particolare biconiugata uguale alla funzione di partenza. Esempi con identificazione della coniugata, in particolare per la norma, e proprietà della coniugata della funzione indicatrice di convesso chiuso. Nessuna dimostrazione, solo enunciati e qualche dettaglio su esempi.

15.01.2026 (2 ore)
Definizione di operatore monotono $A$, dominio $D(A)$, rango $R(A)$, grafico $G(A)$.
Esempi di operatori monotoni:
- funzioni non decrescenti definite su $\mathbb{R}$, estensione al grafo con i tratti verticali inclusi, operatori inversi;
- se $J$ è un operatore non espansivo, cioè lipschitziano di costante $1$, $I - J$ è un operatore monotono;
- l'operatore di proiezione su convesso, chiuso, non vuoto è monotono;
- estensione di operatore monotono definito su $H$ a operatore su $L^2 (S;H)$, con $S$ insieme ambiente di uno spazio di misura.
Definizione di operatore massimale monotono, insistendo un pò sul concetto di massimalità. Caratterizzazione di operatori massimali monotoni con $A$ monotono e $R(I+A)=H$ e con $(I+\lambda A)^{-1}$ non espansivo in $H$ per ogni $\lambda >0$ (nessuna dimostrazione).
Esempi di operatori massimali monotoni:
- grafo monotono in $\mathbb{R}\times \mathbb{R}$ con tratti verticali inclusi;
- derivata in $L^2(0,T)$ con dominio $H^1 (0,T) $ nulle in $0$;
- $-\Delta$ con condizioni ai limiti di Neumann omogenee in $L^2(\Omega)$ mostrando anche che questo operatore si può estendere a operatore massimale monotono da $H^1(\Omega)$ nel suo duale;
- estensione di operatore massimale monotono definito su $H$ a operatore su $L^2 (S;H)$, a patto che $S$ sia di misura finita oppure che $0\in A\, 0$.
Lemma di passaggio al limite: se $(x_n, y_n)\in G(A)$ e le due successioni convergono debolmente in $H$ e verificano la condizione del $\limsup$, allora i limiti deboli $x$ e $y$ verificano $(x, y)\in G(A)$.

27.01.2026 (2 ore)
Definizioni di sottogradiente in un punto e dell'operatore sottodifferenziale. Il dominio è un sottoinsieme del dominio della funzione convessa, propria, s.c.i.
Proprietà di uguaglianza per la somma della funzione convessa e della sua coniugata col prodotto scalare di un elemento e di un suo sottogradiente.
Il sottodifferenziale è un operatore monotono.
Il sottodifferenziale è massimale monotono con dimostrazione, usando teorema di minimo per funzioni convesse, proprie, s.c.i. e coercive (cioè, tendenti all'infinito per norma dell'elemento che tende all'infinito) e lemma di caratterizzazione del minimo di funzione più termine quadratico centrato in un punto.
Esempi di sottodifferenziali di convesse, proprie, s.c.i.:
- il gradiente di una funzione convessa e differenziabile coincide col suo sottodifferenziale;
- sottodifferenziale della funzione norma, che in particolare è multivoco in $0$;
- funzione indicatrice di convesso chiuso non vuoto $C$ ha come sottodifferenziale il cono normale a $C$;
- sottodifferenziale di funzioni convesse, proprie, s.c.i. definite su $\mathbb{R}$, con esempi di indicatrice un punto, indicatrice dell'intervallo [-1,1], potenziale logaritmico.

29.01.2026 (2 ore)
Sottodifferenziali di funzioni convesse, proprie, s.c.i.:
- un grafo massimale monotono $\beta$ in $\mathbb{R}\times \mathbb{R}$ può essere sempre traslato e spostato in modo tale che $0\in D(\beta)$ e $ 0\in \beta (0)$. Avere la condizione $ 0\in \beta (0)$ è molto comodo, in quanto per es. anche il grafo inverso verifica la stessa condizione. Definiamo ora la funzione convessa, propria, s.c.i. $\widehat{\beta} $ come funzione integrale – tra $0$ e la variabile – della sezione minima di $\beta$, estendendo con valore finito o $+\infty$ al di fuori del dominio di $\beta$. Tale funzione $\widehat{\beta} $ ha minimo $0$ in $0$. Ebbene, ora gli integrandi convessi di $\widehat{\beta} $ su insiemi $S$ di uno spazio di misura sono funzioni convesse, proprie, s.c.i. in $L^2 (S) $ che ammettono come sottodifferenziale l'estensione dell'operatore $\beta$ che lavora q.o. su $L^2 (S) $;
- l'operatore $-\Delta$ con condizioni ai limiti di Neumann omogenee in $L^2(\Omega)$ non è altro che il sottodifferenziale della funzione $u\mapsto (1/2) \int_\Omega |\nabla u|^2 $ estesa con valore $+\infty$ alle $u$ di $L^2(\Omega)$ che non stanno in $H^1(\Omega)$.
Visti tutti gli esempi, ci chiediamo: ma tutti gli operatori massimali monotoni sono anche sottodifferenziali? La risposta è no: esempio di operatore lineare anti-simmetrico definito su $\mathbb{R}^2$ che è massimale monotono ma che non è sottodifferenziale di funzione convessa.
Definizione di operatore ciclicamente monotono. Ogni operatore ciclicamente monotono è monotono ma il viceversa non vale, con spiegazione della differenza. Ogni sottodifferenziale di funzione convessa, propria, s.c.i. è ciclicamente monotono. Inoltre ogni operatore ciclicamente monotono può essere esteso a un operatore sottodifferenziale, cioè è in generale una restrizione di un sottodifferenziale (senza dimostrazione) che coincide col sottodifferenziale quando è massimale monotono.
Risolvente e approssimata Yosida di un operatore massimale monotono: definizioni e principali proprietà, con dimostrazioni solo per le più semplici.

03.02.2026 (2 ore)
Regolarizzata Moreau-Yosida di una funzione convessa, propria, s.c.i.: definizione e principali proprietà, controllando quelle di facile deduzione ed enunciando le altre.
Lo sviluppo di questi argomenti è poi lo studio della risolubilità di problemi di Cauchy per equazioni d'evoluzione del tipo $u'+Au=f$, con $A$ massimale monotono. Enunciato di un teorema di esistenza, unicità e proprietà (i)–(iv) nel caso in cui l'operatore $A$ è un sottodifferenziale $\partial \varphi$ di funzione convessa, propria, s.c.i., con secondo membro $f\in L^2(0,T;H)$ e dato iniziale $u_0 \in D(\varphi)$.
Introduzione all'equazione di Allen–Cahn che scrivo nella forma $\partial_t u - \Delta u + \beta(u) - \pi (u) = f$, con $\beta$ grafo massimale monotono tale che $0\in\beta(0)$ e $\pi$ perturbazione lipschitziana. Introduzione del potenziale di doppio pozzo $W$ che ammette come derivata (o sottodifferenziale) proprio $\beta + \pi$. Esempi: potenziale smooth, potenziale logaritmico, potenziale di doppio ostacolo. L'equazione di Allen–Cahn è molto nota e viene utilizzata, da sola o accoppiata con altre equazioni, come modello a interfaccia diffusa per dinamiche di transizione di fase.
Il teorema astratto che abbiamo enunciato può essere utilizzato per provare la buona positura di un problema ai valori iniziali e con condizione al bordo di flusso nullo per l'equazione di Allen–Cahn? Vediamo: intanto l'operatore $u \mapsto - \Delta u + \beta(u)$ è il sottodifferenziale della funzione $\displaystyle u\mapsto \frac12 \int_\Omega |\nabla u|^2 + \int_\Omega \widehat{\beta} (u)$, dove $\widehat{\beta} $ è tale che $\beta = \partial \widehat{\beta} $ e ammette minimo in $0$. Però c'è la perturbazione $u \mapsto \pi (u)$ che non rientra nel quadro del teorema astratto. Allora introduciamo uno schema di approssimazioni successive partendo da $u_0$ e costruendo una successione $u_n$ che converge a $u$ in $C^0 ([0,T];L^2 (\Omega))$. Prova, alla fine piuttosto laboriosa e svolta con l'aiuto dei presenti, che la $u$ limite risolve il problema ai limiti e ai valori iniziali per Allen–Cahn.

05.02.2026 (2 ore)
Equazione di Allen–Cahn $\partial_t u - \Delta u + \beta(u) - \pi (u) = f$, con condizioni ai limiti di Neumann omogenee e dato iniziale $u_0$. Ipotesi sui dati e spazi $H,\, V, \, W$.
Prima approssimazione sostituendo $\beta$ con approssimata Yosida $\beta_\lambda$. Poi introduzione schema di Faedo–Galerkin con base speciale.
Formulazione variazionale in spazio finito-dimensionale $V_n$ generato dalle prime $n$ autofunzioni. Sistema di equazioni differenziali ordinarie con nonlinearità lipschitziane e relativo problema di Cauchy, che si risolve in grande con soluzione $u_n \in H^1(0,T;V_n).$ Stime uniformi sulla soluzione $u_n\, $, con costanti di limitatezza che dipendono da $\lambda$, negli spazi $ H^1(0,T;H)\cap L^\infty (0,T;V)$ e $L^2(0,T;W)$. Uso del lemma di Gronwall.
Passaggio al limite, per $n\to \infty$, per una sottosuccessione di soluzioni nello schema di Faedo–Galerkin. Utilizzo dei risultati di compattezza di Aubin–Lions–Simon per dedurre convergenze forti, utili a passare al limite nei termini non lineari. Il limite $u_\lambda$ è una soluzione forte dell'equazione $\partial_t u_\lambda - \Delta u_\lambda + \beta_\lambda(u_\lambda) - \pi (u_\lambda) = f$. Revisione delle stime precedenti, con maggiorazione uniforme, ora, del termine $\int_\Omega \widehat{\beta}_\lambda (u_0)$. Stima ulteriore per $\beta_\lambda (u_\lambda)$ in $L^2(0,T;H)$. Passaggio al limite su una sottosuccessione, di $u_\lambda$ a $u$ per $\lambda \to 0^+$, che si sviluppa come il precedente, ma dove in più c'è il problema dell'identificazione del limite debole di $\beta_\lambda (u_\lambda)$ come selezione di $\beta (u)$. Passaggio svolto con tutti i dettagli.
Cenni alla stima di dipendenza continua per differenza di soluzioni in $ C^0([0,T];H)\cap L^2 (0,T;V)$, e conseguente unicità della soluzione del problema ai limiti e ai valori iniziali.


Riferimenti bibliografici e materiale didattico
  • V. Barbu, Nonlinear Differential Equations of Monotone Type in Banach Spaces. Springer, London, New York, 2010.
  • H. Brézis, Opérateurs maximaux monotones et semi-groupes de contractions dans les espaces de Hilbert. North-Holland Mathematics Studies, No. 5. Notas de Matemática (50). North-Holland Publishing Co., Amsterdam-London; American Elsevier Publishing Co., Inc., New York, 1973.
  • H. Brézis, Functional analysis, Sobolev spaces and partial differential equations. Universitext. Springer, New York, 2011.


Torna indietro